Un vulcano spento alle spalle, il Tirreno davanti

Aprilia e Lanuvio, Agro Pontino. Centocinquanta metri sul livello del mare, trenta chilometri da Roma.

Un terreno che non regala niente

Terreno vulcanico ricco di scheletro: pietre e sabbie che drenano in fretta. La radice deve scendere in profondità per trovare acqua. Il risultato è meno uva per ceppo, ma più concentrata.

La brezza del Tirreno lavora di notte

Il mare è a tre chilometri e la sera manda su aria fresca. La temperatura scende di notte e risale di giorno. È quell'escursione a tenere in piedi l'acidità e i profumi che il caldo di agosto brucerebbe.

Ad Aprilia sei vitigni, 
a Lanuvio due

Ad Aprilia (LT): Syrah, Vermentino, Merlot, Malvasia, Cabernet Sauvignon, Montepulciano. A Lanuvio (RM), sui Colli Albani, Cesanese e Bellone: i due vitigni che nel Lazio ci sono da sempre.

Un vulcano, una bonifica, tre denominazioni

Il Vulcano Laziale

I Colli Albani sono un complesso vulcanico spento, una trentina di chilometri a sud-est di Roma. Ceneri e lapilli hanno costruito i suoli dei Castelli Romani: minerali e drenaggio. I Romani ci piantavano vigna già allora.

La pianura bonificata

L'Agro Pontino è terra recente: la bonifica degli anni Trenta ha prosciugato la palude e Aprilia è stata fondata nel 1936. Qui la vigna sta fra il vulcano alle spalle e il mare davanti.

Aprilia, Colli Lanuvini, Roma

L'Aprilia DOC è del 1966, fra le prime del Lazio. Lanuvio ha la sua, Colli Lanuvini. La Roma DOC, riconosciuta nel 2011, copre i comuni della provincia di Roma: è la denominazione di due nostre etichette.

I bianchi a metà agosto, i rossi a settembre

Si comincia dai bianchi verso Ferragosto, quando l'acidità è ancora alta. I rossi seguono dai primi di settembre alla fine del mese. Ogni parcella ha la sua data: si passa più volte, non si raccoglie tutto insieme.

Le vigne si visitano

Un'ora e mezza fra i filari e la cantina, cinque vini, formaggi e salumi. Ad Aprilia, trenta chilometri da Roma.